The Pirate Bay, l’oscurità dopo il DDoS
E’ rimasta inaccessibile per una giornata intera in numerosi paesi del mondo, scatenando il panico tra gli scariconi del vasto ecosistema digitale. La Baia dei pirati è finita nel mirino di misteriosi hacker, vittima dell’ennesimo attacco DDoS. Ma non si tratterebbe del celebre collettivo Anonymous, che pure è stato tirato in ballo dopo gli screzi con la stessa crew di The Pirate Bay. L’ex-tracker BitTorrent ha infatti criticato l’attacco informatico scagliato da Anonymous contro il provider britannico Virgin Media, il primo a bloccare gli accessi alla Baia dopo l’ordine dell’Alta Corte di Londra.
USA, indirizzo IP non vuol dire pirateria
UPDATE IN FONDO. E’ un meccanismo ben oliato, sfruttato dai cosiddetti troll del copyright per minacciare gli scariconi del torrentismo. Pagare subito una cifra forfettaria – in genere migliaia di dollari – oppure rischiare un lungo e tortuoso percorso in aula. E le prove? Studi legali come Dunlap, Grubb & Weaver (braccio armato dello U.S. Copyright Group) richiedono ai vari provider il rilascio degli indirizzi IP di tutti quei computer colti con le mani nel sacco del file sharing globale. Ma c’è una domanda cruciale: il titolare di un abbonamento con un qualsiasi ISP è davvero il responsabile dello scaricamento illecito di un’opera protetta dal diritto d’autore? Cosa succede se un utente non protegge a dovere la sua connessione wireless? O magari non controlla le attività di un figlio o di un ospite
Editoria, torrentismo per negati
UPDATE IN FONDO. Ottobre 2011. La casa editrice statunitense John Wiley and Sons apre il fuoco legale contro un gruppo di 27 utenti del torrentismo, accusati di aver scaricato illegalmente alcune copie dei celebri manuali For Dummies. Secondo i legali dell’editore, la condivisione selvaggia dei contenuti sulle reti BitTorrent avrebbe causato gravi perdite economiche, addirittura la perdita del posto di lavoro per alcuni autori della serie di manuali in giallo. Gli avvocati non riescono però a quantificare le perdite subite dal publisher a stelle e strisce, parlando genericamente di una “cifra enorme”. Solo su Demonoid, una guida relativa a Photoshop CS 5 sarebbe stata scaricata 75mila volte dal giugno 2010.
