Copyright, leggi dal mondo
Un breve viaggio nelle leggi planetarie per la protezione del diritto d’autore.
Giappone.
Tutti gli utenti che verranno colti a scaricare materiale pirata rischieranno fino a 2 anni di prigione.
Con una multa pari a 2 milioni di yen, 20mila euro circa.
Stando ai dati snocciolati dall’industria discografica, il rapporto nipponico tra materiale scaricato e acquistato è di 10 a 1.
Più di 4 miliardi di contenuti pirata contro i 440 milioni di download autorizzati.
Con la nuova legge del Sol Levante, le attività di pirateria saranno trattate in sede penale e non più civile.
Streaming, sequestri e domini liberati
La restituzione dei domini .com e .org di Rojadirecta apre un caso negli Stati Uniti. Un gruppo bipartisan di congressmen a stelle e strisce spedisce una lettera aperta al Procuratore Generale Eric Holder e al Segretario alla Sicurezza Nazionale Janet Napolitano. Nel mirino finisce la cosiddetta Operation In Our Sites, lanciata dai vertici del DHS per sequestrare in massa tutti quegli spazi digitali votati alla condivisione illecita di contenuti protetti da copyright. Come nel caso del blog musicale Dajaz1.com, le autorità di Washington sembrano accontentare le richieste dell’industria discografica senza avere tra le mani prove concrete. A più di un anno di distanza dal primo sequestro del dominio Dajaz1.com, quest’ultimo viene restituito ai proprietari senza spiegazione alcuna. Le stesse etichette discografiche avrebbero garantito al sito i diritti per la proliferazione online di link a materiale musicale. L’interrogativo è di quelli pesanti: si tratta forse di un abuso perpetrato dagli States per chiudere senza prove i siti non graditi da associazioni di categoria come RIAA e MPAA?
Copyright, ghigliottina d'America
E’ la versione a stelle e strisce della famigerata HADOPI, la ricetta preparata in Francia per cucinare a puntino gli scariconi delle reti P2P e BitTorrent. In collaborazione con l’Amministrazione Obama, l’industria dell’entertainment statunitense coinvolge i principali provider nazionali in un meccanismo basato sui cosiddetti Copyright Alerts, sei avvisi graduali per disincentivare le attività di scaricamento illecito e allo stesso tempo promuovere lo sfruttamento delle piattaforme legali. I six strikes andrebbero a coinvolgere il 75 per cento degli utenti a stelle e strisce, con la parallela istituzione del Center for Copyright Information (CCI) per la gestione delle notifiche ed eventuali sanzioni a carico degli abbonati negli States. A questo proposito, il primo direttore del CCI Jill Lesser assicura che il sistema dei Copyright Alerts servirà solo ed esclusivamente a fini educativi, pronto al via entro la fine di quest’anno.
