USA, assolta la pubblicità pirata
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- Pubblicato Mercoledì, 07 Dicembre 2011 10:55
Gennaio 2011. Gli editori Elsevier e John Wiley & Sons aprono il fuoco legale sui network pubblicitari statunitensi Chitika e Clicksor. Stando alle accuse, le due società avrebbero trattato per alcune inserzioni online sul sito Pharmatext.org. Ovvero una piattaforma specializzata in attività di indexing a libri elettronici ospitati su spazi terzi. L’accordo sarebbe durato quasi due anni, fruttando ai misteriosi gestori del sito un totale di 510 dollari. Gli editori – il primo con base ad Amsterdam e il secondo noto negli Stati Uniti per la serie di manuali …For Dummies – chiedono ad un giudice del Massachusetts di ordinare la chiusura di Pharmatext e soprattutto la condanna di Chitika e Clicksor per violazione indiretta del diritto d’autore.
Ovvero per aver contribuito allo scaricamento illecito degli e-book con la vendita delle inserzioni pubblicitarie tra i meandri di Pharmatext. La corte del Massachusetts emana un’ingiunzione preliminare volta all’identificazione del gestore del sito di indexing. Il registrar Enom dovrà chiudere il relativo dominio, mentre Chitika e Clicksor dovranno immediatamente interrompere ogni relazione con la piattaforma. Attraverso i meccanismi di Whois, si scopre che l’amministratore di Pharmatext è un cittadino indiano di nome Kapil Dev Saggi.
Giugno 2011. I vertici di Chitika passano al contrattacco, sottolineando come l’accusa non sia riuscita a portare in aula prove sufficienti per incriminare Pharmatext. Il caso dovrebbe sorvolare l’oceano, dal momento che Saggi è residente in India. Nessuno sarebbe poi riuscito a capire dove siano ubicati effettivamente i server dei siti che ospitano il materiale indicato dai due editori nella causa. Ma soprattutto il network pubblicitario si dichiara assolutamente estraneo alle violazioni, funzionando come un mero intermediario a cui non importa la natura dei vari siti web.
E’ la fine di ottobre. L’editore John Wiley & Sons è in attesa della decisione del giudice in terra statunitense. Nel frattempo, avvia una nuova causa contro un gruppo di 27 misteriosi utenti del torrentismo. Tutti accusati di aver scaricato copie della serie …For Dummies. Secondo i dati snocciolati dalla casa editrice, dal giugno precedente sarebbero state scaricate 75mila copie del manuale dedicato a Photoshop CS 5. I 27 netizen accusati – se ne aggiungeranno altri 46 – sarebbero tutti residenti nello stato di New York.
Dicembre 2011. Arriva la decisione del giudice del Massachusetts: i legali di Elsevier e John Wiley & Sons non hanno presentato prove sufficienti a dimostrare che Chitika fosse a conoscenza delle attività illecite di Pharmatext. Né che la piattaforma pubblicitaria fosse obbligata a conoscere la natura del sito incriminato. Chitika avrebbe stipulato un accordo da intermediario specializzato in pubblicità online, senza nemmeno pensare al tipo di target del sito di Saggi.
La sentenza è significativa alla luce delle intense discussioni per trasformare in legge la proposta nota come Stop Online Piracy Act (SOPA). Tra le misure introdotte dai senatori a stelle e strisce, il taglio dei canali di pagamento verso siti giudicati illeciti come Pharmatext. Un obbligo che investirebbe società di credito come Visa e Mastercard. Ma anche i network pubblicitari come appunto Chitika. Che non dovrebbero più vendere inserzioni alle piattaforme presidiate dai pirati.
A questo proposito, un gruppo di senatori a stelle e strisce propone un piano alternativo che bilanci al meglio le esigenze di tutela con il funzionamento intimo della rete Internet. Il taglio dei rifornimenti ai siti pirata sarebbe solo la mossa più estrema dopo un processo davanti alla International Trade Commission (ITC). I senatori non vorrebbero però coinvolgere i motori di ricerca e neppure prevedere la chiusura dei domini dediti alla condivisione selvaggia.
Mauro Vecchio
Immagine di Will Pate
